domenica 4 febbraio 2018

mercoledì 9 febbraio 2011

Ma vai a lavorare!

"Batman Begins".
Trama: batman da bambino aveva paura dei pipistrelli, poi cresce, diventa grande e gli rimane la paura ed allora cosa fa? Va in una specie di monastero tibetano dove ci sono dei ninja e lì impara la forza della volontà che gli permette di focalizzare le sue paure e di usarle a suo vantaggio. Da vero ingrato però alla fine del suo training fugge dalla scuola distruggendo tutto. Così inizia batman.
Giudizio: anch'io se avessi i miliardi che mi spuntano fuori dalle orecchie e non avessi un c...o da fare tutto il giorno mi inventerei passatempi da eroe solitario.

venerdì 4 febbraio 2011

Esportazione?

"Amarcord".
Trama: Rimini, primavera 1932 - primavera 1933. 
Giudizio: il video dice tutto.

domenica 30 gennaio 2011

Lo sceneggiatore

"Adaptation".
Trama: uno sceneggiatore si fa un sacco di seghe mentali (e non solo) perché non gli viene l'ispirazione giusta per rendere cinematograficamente il libro "Il ladro di orchidee". Per fortuna il fratello gemello "scemo"  lo aiuta a risolvere questa situazione di stallo.
Giudizio: molti spunti di riflessione interessanti.

giovedì 13 gennaio 2011

Gli ambulanti

"The Van".
Trama: due disoccupati irlandesi che sopravvivono grazie al social welfare si mettono a vendere fish and chips e hamburger dentro un furgone sistemato per l'occorrenza. Alla fine abbandonano il furgone da qualche parte fuori Dublino.
Giudizio: se volete vedere un film molto molto irish, questo è l'ideale.

mercoledì 12 gennaio 2011

La memoria

"Eternal Sunshine of the spotless mind".
Trama: come si fa ad eliminare il dolore causato da una storia d'amore finita male? Si cancella dalla memoria la persona amata. Semplice.
No comment. Film da rivedere almeno altre due volte e da ripostare.

martedì 11 gennaio 2011

Clair de lune - Debussy


"Frankie and Johnny".
Trama: ex detenuto trova un'occupazione come cuoco in un ristorantino dove tra gli altri lavora una cameriera molto molto carina anche se un po' freddina-acidella. Nemmeno a dirlo il nostro cuoco si butta a pesce sulla sua preda la quale, ovviamente, inizia a fare la difficile (i soliti complessi psicologici delle donne che devono per forza farsi desiderare). Il nostro cuoco in calore non molla la preda ed alla fine ottiene ciò che vuole.
Giudizio: finalmente dopo due volte che ho iniziato a vederlo senza finirlo alla terza ho scoperto qual era la conclusione, nulla comunque di così sorprendente. Mi ha sorpreso invece il fatto che solo quest'ultima volta ho riconosciuto immediatamente il chiaro di luna finale.

lunedì 10 gennaio 2011

Fuga con l'oro

"La Fortezza Nascosta".
Trama: un ingente carico d'oro, una principessa in incognito, il suo generale, due plebei ed una servetta è il gruppetto di eroi che deve cercare di salvare le chiappe portandosi oltre il confine in territorio amico. Tutto procede secondo i piani nonostante i pericoli siano sempre in agguato quando alla fine vengono catturati rispettivamente principessa, generale e servetta mentre i due paraculi di plebei contadini riescono a defilarsi.
Alla fine comunque proprio quando i nostri tre prigionieri stanno per essere condotti a morire, vengono liberati e riescono a mettersi in salvo assieme al carico d'oro.
Giudizio sempre molto personale: la principessa, nonostante abbia una voce sempre alquanto incazzosa (almeno nella versione originale giapponese), possiede un contegno aristocratico che la rende affascinante. Altra nota: i canaloni di ghiaia tra le montagne dove è situata la fortezza assomigliano molto a quelli tipici delle dolomiti.
Faccio un'eccezione, metto anche questa foto che mi piace parecchio.

L'amico

"The cable guy".
Trama: avete mai conosciuto qualcuno che vuole a tutti i costi essere vostro amico ma del quale, ad un certo punto, non ve  po' frega' de meno? Ecco la trama.
Giudizio: è stato preso Jim Carrey e gli hanno costruito il film attorno.

YES MAN

"Yes Man".
Trama: il protagonista decide di dire sì ad ogni occasione che gli si presenti, guarda caso per una fortuita catena di eventi incontra la ragazza ritratta nella foto sopra e nemmeno a farlo a posta sboccia l'amore. Che strani 'sti film!
Giudizio: l'idea di dire sì alle occasioni quando ci verrebbe da dire no non è affatto malvagia.

Il puppettaro

"Being John Malkovich".
Trama: triangolo perfetto: LUI puppettaro, LEI quasi moglie di LUI, ALTRA femme fatale. Motore degli avvenimenti: il PORTALE che permette di infilarsi nel corpo di John Malkovich.
Giudizio: povero John Malkovich! Tutti abusano del suo corpo e lui non può farci nulla.

Crisi adolescenziale


"It's a Kind of Funny Story".
Trama: ad un ragazzo quindicenne ogni tanto capita di pensare al suicidio così una domenica mattina decide di andare in ospedale a farsi un controllo ed a chiedere aiuto. Quando ormai è troppo tardi per tirarsi indietro si trova internato nel reparto di psichiatria con i matti. Qui farà degli incontri ed avrà delle esperienze (tra le quali quella di riuscire quasi a farsi la ex del suo migliore amico) che contribuiranno a fargli riassaporare la vita.
Giudizio personalissimo: interessante animazione delle mappe mentali.

sabato 8 gennaio 2011

Un inganno


Ho appena finito di vedere "The men who stare at goats".
Trama: giornalista lasciato dalla moglie va in Iraq per dimostrare di essere un uomo. Qui fa la conoscenza con un ex soldato addestrato al New Earth Army.
Dalla trama non si evince gran che, il fatto è che 'sta sera avevo in mente di vedere un film divertente e mi era rimasto impresso ancora dall'anno scorso il trailer che ho messo sopra.
Giudizio: ottimo il trailer in quanto condensato di tutte le scene comiche del film che è, di conseguenza, il trailer diluito nella trama. 
Quindi se amate un effetto comico a rilento vi consiglio di guardarvi il film.

venerdì 7 gennaio 2011

A proposito di preti pedofili

La mala educación.
Trama: evito di scriverla, è troppo complicata anche se proprio in essa risiede gran parte dell'attrattiva del film dal momento che non c'è alcuna donna protagonista.
Andiamo subito al cuore della situazione: un prete-insegnante è pederasta e si innamora di un suo alunno che ha una voce angelica. Quando il bambino canta il nostro caro prete si squaglia e non sa trattenere il suo impulso erotico. Fin qui tutto bene se non fosse che ad un certo punto la nostra voce bianca di belle promesse si innamora di un suo compagnetto. Il prete non ne vuole sapere di triangoli ed abusa della sua autorità per cacciare dalla scuola il terzo incomodo.
Giudizio: premetto che fino ad ora non ho mai avuto tendenze omosessuali, ma, guardando il film, alcuni personaggi mi hanno fatto un po' di tenerezza ed ho provato pena per i loro turbamenti d'amore, perfino il prete, ormai spretato, alla fine mi ha fatto un po' di compassione mentre filmava gli amplessi col suo amante.

giovedì 6 gennaio 2011

Voglia di incesto

Iniziamo con "The dreamers". 
Trama: Un boy ventenne americano dice di essersi trasferito a Parigi per studiare francese. Trovandosi da solo e senza amici va al cinema spesso. Proprio alle porte del cinema conosce una gnocca da paura che ha anche un fratello gemello. Ovviamente al boy non pare vero di avere due nuovi amici stranieri che parlano la sua stessa lingua, tanto che la sera stessa per l'emozione si spara un pippone.
Col passare del tempo l'amicizia con i gemelli francesi cresce a tal punto che il boy riesce perfino a trombarsi la tipa che, ripeto, per me è una gnocca da paura. A dire la verità il boy è stato costretto dal fratello a trombare la sorella. Dopo il primo rapporto un po' sofferto da parte di entrambi, lei inizia a prenderci gusto ma scopre che è innamorata del fratello. Insomma, per farla breve, lei non sa come risolvere questo perverso triangolo amoroso soprattutto dopo che le viene  il sospetto di essere stata sgamata dai genitori e così decide di usare un classico metodo nazista: camera a gas per tutti.
Giudizio: lei sarà una strafiga con qualche turba psichica, il fratello sarà pure il classico belloccio con arie da filosofo rivoluzionario, l'americano avrà anche imparato il francese ma alla fine sono tutti e tre molto sporchi, non in senso di sporcaccioni, ma proprio nel senso di sporchi, basta vedere in che condizioni lasciano l'appartamento mentre i genitori sono via. 

giovedì 9 dicembre 2010

Cucina libera


Un pasto si può definire libero solo se garantisce quattro "libertà fondamentali":

Libertà 0 libertà di eseguire la ricetta a proprio piacimento e per qualsiasi scopo legittimo.
Libertà 1 libertà di studiare la ricetta e modificarla.
Libertà 2 libertà di ridistribuire copie della ricetta in modo da aiutare il prossimo.
Libertà 3 libertà di migliorare la ricetta e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.

martedì 7 dicembre 2010

Ricetta pasta pizza in Irlanda

Ingredienti quantità pasta due pizze formato standard pizzerie italiane:

250 g farina "Allinson premium white very strong" la trovi solo alla Tesco e non in tutte
250 g "Semola di grano duro rimacinata De Cecco" la trovi solo a Dublino nel negozio dove vendono roba italiana vicino Grafton Street
250 g acqua riscaldata leggermente con il kettle
1 cucchiaio di sale marino
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di olio di oliva
50 g di lievito di birra che mi procuro in qualche bakery, non l'ho mai trovato in alcun supermercato e non is supposed to be sold, ergo devi chiederlo esplicitamente al panettiere di turno

Strumenti:

1 bilancia
2 recipienti in vetro semisferici
2 bicchieri di vetro
1 forchetta
1 cucchiaio
1 spianatoia di marmo
1 forno ventilato
1 scodella o piatto fondo
1 teglia di metallo antiaderente circolare con i fori, la trovi al Dunnes per 4 euri  o da Woodi's a 3.99 euri

Procedura:
  1. Misurare e miscelare sul piatto della bilancia farina, semola e cucchiaio di zucchero.
  2. Mettere in un bicchiere cucchiaio di sale e nell'altro lievito.
  3. Versare medesima quantità di acqua nei bicchieri e mescolare.
  4. Versare medesima quantità di composto punto 1. nei recipienti di vetro.
  5. Versare un bicchiere punto 2. in un recipiente punto 4. aggiungere 1 cucchiaio di olio ed iniziare a stemperare con la forchetta.
  6. Ripetere punto 5. con i rimanenti.
  7. Unire i composti risultanti al punto 6. (vai al punto 8. facoltativo) ed impastare.
  8. Separare il composto al punto 7. ed impastare separatamente.
  9. Rimettere la pasta dentro il/i recipienti di vetro e metterla in un luogo umido e tiepido (che può essere il forno con un ulteriore recipiente pieno di acqua bollente) a lievitare per 3 ore.
  10. Impastare nuovamente dando la forma della pizza, mettere sulla teglia forata ed infornare a forno ventilato già caldo 250° C per 10' almeno.
  11. Due fasi di cottura: la prima solo col pomodoro, la seconda quando il pomodoro si è cotto verso 5'/6' aggiungendo altri condimenti a volontà.

martedì 21 settembre 2010

Appunti

1. Internet come massa di informazioni non filtrate-selezionate-organizzate.
2. Il problema e' l'individuazione dei criteri per la scelta dei filtri. Pratica della decimazione.
3. La censura e' impedire che un'informazione circoli, mentre filtrare e' giudicare l'informazione che circola.
4. Se la scelta di filtri e' demandata alla comunità dei dotti, di cui possiamo solo fidarci, chi ci garantisce che il filtraggio sia stato ragionevole? In questa comunità, infatti, non c'è un principio democratico ma si richiede solo la fiducia da parte di chi non appartiene a questa comunità ovvero la maggioranza delle persone che ne sono escluse.
5. Internet come potenziale fonte inesauribile di risorse-soluzioni-risposte a problemi secondo la specificità di ogni contribuente.
6. Ognuno ha competenze specifiche. Il problema e' trovare il modo per collegarle, organizzarle e renderle utilizzabili da chiunque.
7. Il problema allora sarà  la riduzione di tutte le informazioni a denominatori comuni che ne permettano la comunicabilità e l'interazione.

I punti suddetti si rifanno sostanzialmente alla seconda parte di questa intervista.

lunedì 5 luglio 2010

Questo o quello?

Vivendo da un po' di anni in Irlanda ho constatato parecchie volte che molte delle presunte regole grammaticali apprese in Italia si scontrano con l'evidenza dei fatti linguistici di coloro che invece hanno appreso la lingua inglese in modo naturale ovvero di coloro che sono madrelingua.
Mi è stato detto che, almeno nella dimensione spaziale, "this" significa "questo" e che "that" significa "quello", semplice no? Ed invece no. Noi Italiani quando dobbiamo scegliere tra "questo" e "quello" usiamo come criterio distintivo la quantità di spazio che separa il parlante da ciò che viene indicato con "questo" o con "quello".
Esempio: se dico "questa penna" la penna di fatto si trova ad una distanza che può variare da zero, a contatto quindi col mio corpo (ho la penna in mano), a X, limite alquanto arbitrario oltre il quale inizierò a dire "quella penna".
Ho scoperto a mie spese, scontrandomi con gli usi di fatto degli irlandesi, che loro non usano il suddetto criterio italiano nella scelta tra "questo" e "quello" quando devono scegliere tra "this" e "that".
Esempio: se un irlandese dice "this pen" la penna si troverà solo a quella distanza che ho chiamato zero, cioè a contatto con il corpo, se, d'altro canto, lo stesso parlante dice "that pen" la penna si troverà a qualsiasi distanza dal parlante esclusa la distanza zero.
Ricapitolando se un italiano dice "questa penna" significa che può averla in mano come pure no se, invece, un irlandese dice "this pen" ha la penna in mano altrimenti userebbe "that pen". 
Desidererei ricevere conferme o smentite di questo fatto.  Fate la prova con gente madrelingua inglese. Il mio scopo è pervenire all'individuazione precisa del criterio distintivo irlandese per la scelta tra "this" e "that". Grazie.

martedì 29 giugno 2010

Sforzo ermeneutico

Il lettore capisce quello che può e che vuole capire. Esempio: se io scrivo termini come "anacoluto", "serendipità" o "sineddoche", fra coloro che leggono questo post ci sarà chi conosce già il significato di queste parole e chi no.
Soffermiamoci sulla parola "serendipità"; può darsi che tra i miei lettori ci sia qualcuno che non abbia mai sentito nominare questa parola, come pure qualcuno che su questo termine abbia svolto una tesi di laurea. 
Ora non mi interessa il caso di colui che ha scritto la tesi bensì quello di colui che non saprebbe nemmeno affermare se "serendipità" sia effettivamente una parola italiana.
A questo punto, visto che questo post non sembra avere come oggetto la serendipità, il lettore si troverà davanti ad una scelta: rimanere nell'ignoranza (per vari motivi fra i quali pigrizia, fretta, menefreghismo, ecc.) oppure fermarsi per andare alla ricerca del significato di questa parola.